Comprendere la Santeria/Lukumí (Regla de Ocha · Lukumí) richiede l'esame di una tradizione religiosa con una storia e un'esperienza sociale specifiche. Una religione diasporica con profondi legami con la religione Yoruba e la storia cubana; la sua struttura si basa su case e lignaggi sacerdotali. Origini geografiche e data di origine: tradizione afro-cubana sviluppatasi a Cuba tra il XVIII e il XIX secolo. Ubicazione: Nord America, Cuba, L'Avana e Matanzas; origini multiple; nessuna singola città. Nessun fondatore unico; le comunità Yoruba e le case rituali ne hanno dato origine.

Credenze e teologia. Oludoumare e gli orisha sono posti accanto agli antenati e alla guida rituale; il loro rapporto con il cattolicesimo storico non è lo stesso in tutte le congregazioni. Per quanto riguarda Dio o la realtà sacra, Oludoumare e gli orisha; la semplice identificazione degli orisha con i santi cattolici non fornisce un quadro completo. Questa descrizione è un'introduzione generale; scuole e congregazioni possono avere formulazioni diverse.

Figure sacre e rituali. Figure importanti nelle narrazioni di questa tradizione includono: Orisha, in particolare Shango, Oshun, Yamaja e Obatala; l'ambiente è limitato alla casa. Pratiche e rituali comuni: consacrazione, suono dei tamburi, offerte, divinazione e rituali religiosi domestici; alcuni rituali non sono aperti al pubblico. Luoghi di culto o di ritrovo: Casa de Santo o casa rituale; non esiste un tempio centrale globale.

Testi, etica e occasioni. Fonti e regole importanti: tradizione orale, odi ifa e regole rituali domestiche; nessuna edizione stampata unica. Occasioni e giorni religiosi: celebrazioni degli Orisha e ricorrenze locali nel calendario domestico. Capi o istituzioni religiose: Santeros, yayas/babalawos e capifamiglia.

Ampiezza e diversità interna. La tradizione ha seguaci e comunità in Africa occidentale, nei Caraibi, in Brasile e comunità di immigrati in Europa e nelle Americhe. Le sue lingue religiose o testuali includono lo yoruba, il fon, il portoghese, i creoli caraibici e le lingue locali. La diversità storica, locale e intrareligiosa non dovrebbe essere ridotta a un'unica narrazione.

Questa voce è intesa come introduzione storica e comparativa. Per quanto riguarda i rami, le date controverse e l'autodenominazione delle comunità, occorre tenere conto delle opinioni dei seguaci stessi e delle fonti specializzate della tradizione. Tipo di titolo di questa voce: Religione.

Il nome di questa tradizione può assumere diverse forme in lingue e periodi differenti. Il nome locale registrato in questo documento è "Regla de Ocha · Lukumí" e il suo titolo persiano è "Santeria / Lukumi". L'uso di questi nomi all'interno della comunità non è sempre lo stesso, e talvolta il nome esteriore, il nome accademico o il nome che i seguaci scelgono per sé sono diversi. Per questo motivo, il titolo di questa pagina è una guida di ricerca e identificazione e non determina da solo i confini dell'identità di tutti i seguaci.

Per comprendere il periodo di origine, è necessario distinguere tra narrazione religiosa, storia istituzionale e datazione basata sulla ricerca. In questo documento, il periodo storico o la spiegazione sono riportati come segue: tradizione afro-cubana sviluppatasi a Cuba tra il XVIII e il XIX secolo. L'anno indicato nella cronologia è solo un'indicazione approssimativa per l'ordinamento e, se le fonti differiscono, il testo descrittivo precede il numero. La formazione di molte tradizioni è stata graduale; pertanto, un singolo giorno, una singola città o un singolo individuo non possono sempre essere considerati l'inizio definitivo di tutte.

In questa tradizione, la trasmissione della conoscenza religiosa avviene tramite testi, insegnamento, memoria orale o una combinazione di questi. Le fonti e le regole citate in questa voce includono: tradizione orale, odi Ifa e regole rituali domestiche; non esiste un'unica versione stampata. Le lingue associate allo studio e al rituale includono Yoruba, Fon, portoghese, creoli caraibici e lingue locali. Versioni, traduzioni e commentari dei testi possono variare a seconda dei periodi e delle comunità; pertanto, il solo nome di un libro o di una lingua non indica che tutti i fedeli condividano la stessa comprensione o lo stesso metodo di studio.

Nella vita quotidiana, gli insegnamenti si riflettono nella preghiera, nella famiglia, nell'educazione, nelle relazioni sociali e nelle decisioni morali. Le forme più note di pratica religiosa in questo caso sono: la consacrazione, il suono dei tamburi, le offerte, la divinazione e i rituali domestici religiosi; alcuni rituali non sono aperti al pubblico. Alcune di queste pratiche sono pubbliche, altre vengono eseguite solo in determinate circostanze, momenti o raduni. Anche il livello di partecipazione dei fedeli varia: una persona può eseguire i rituali regolarmente, mentre un'altra può essere più identificata con il patrimonio culturale o la congregazione della stessa tradizione.

I luoghi di culto e di aggregazione rappresentano la memoria storica e il legame locale di ogni comunità. In questa tradizione, i luoghi riconosciuti o gli spazi rituali includono la casa de santo, ovvero la casa rituale; non esiste un tempio centrale globale. Non tutti questi spazi sono necessariamente edifici templari o chiese formali; anche le case, gli spazi aperti, i santuari locali e i siti naturali possono svolgere un ruolo importante. L'importanza e l'accessibilità di ciascun luogo dipendono dalla narrazione locale e dalle norme di quella comunità, e un singolo esempio non dovrebbe essere generalizzato a tutte le regioni.

Il calendario religioso spesso collega storia, natura e vita comunitaria. Le ricorrenze registrate in questa tradizione includono: la celebrazione degli Orisha e le festività locali del calendario familiare. I tempi e le modalità di celebrazione possono variare a seconda del calendario lunare o solare, della regione geografica, del ramo e della tradizione familiare. Alcuni giorni sono associati al culto o al digiuno, mentre altri sono occasioni di riunione, commemorazione o servizio alla comunità; il significato di ogni ricorrenza deve essere interpretato nel contesto di quella tradizione e comunità.

Anche la struttura della leadership religiosa e del processo decisionale è parte integrante dell'identità di una tradizione. In questo caso, i ruoli riconosciuti sono quelli di santeros, yaya/babalawos e capifamiglia. L'autorità può essere distribuita tra leader locali, insegnanti, organi elettivi, famiglie religiose o testi autorevoli. In molte religioni non esiste un'unica organizzazione centrale e diversi centri autorevoli operano simultaneamente; pertanto, il titolo di un'autorità o di un'istituzione non implica necessariamente che essa rappresenti tutti i fedeli a livello mondiale.

La portata geografica di una religione è variata sia storicamente che ai giorni nostri. Comunità associate alla Santeria/Lukumi vivono in Africa occidentale, nei Caraibi, in Brasile e tra le comunità di immigrati in Europa e nelle Americhe; in alcune di queste comunità sono presenti lingue come lo Yoruba, il Fon, il portoghese, i creoli caraibici e le lingue indigene nei testi, negli insegnamenti e nelle conversazioni quotidiane. Migrazione, commercio, istruzione, mutamenti dei confini politici e contatti intergenerazionali hanno influenzato le forme locali di pratica religiosa. Di conseguenza, l'esperienza di un fedele in un paese può differire notevolmente da quella dei fedeli della stessa tradizione in un'altra regione.

La categoria di questa voce è "Religione" e viene utilizzata a scopo di catalogazione. Questa etichetta non rappresenta un giudizio sull'autenticità, il valore o la superiorità di alcun gruppo. I confini tra religione, denominazione, movimento e tradizione culturale non sono sempre netti nella ricerca e nell'autoidentificazione di una comunità, soprattutto in tradizioni che presentano molteplici ramificazioni o sono intrecciate con tradizioni vicine. I campi di questa pagina forniscono informazioni di base ricercabili e non intendono sostituire le narrazioni locali o i dialoghi con i fedeli.

Nell'esaminare le credenze di una qualsiasi comunità, è necessario considerare anche la differenza tra il testo ufficiale e la pratica effettiva del popolo. Gli Oludoumare e gli orisha sono accomunati agli antenati e alla guida rituale; il loro rapporto con il cattolicesimo storico non è lo stesso in tutte le comunità. Questa affermazione è una sintesi introduttiva; i membri di una famiglia, di una generazione o di una comunità possono differire nell'interpretazione, nel grado di adesione o nella priorità dei valori. Tali differenze sono un fenomeno normale nella storia delle religioni e non dovrebbero essere interpretate come semplici contraddizioni o mancanza di identità comune. Per una comprensione più accurata, ogni affermazione deve essere valutata alla luce della storia, della lingua e del contesto sociale della comunità in questione.

Questa introduzione distingue intenzionalmente tra informazioni relativamente ben documentate e argomenti con narrazioni diverse. Le sezioni sul fondatore o sulla figura centrale affermano: Non esiste un unico fondatore; la tradizione si è sviluppata nelle comunità Yoruba e nelle case rituali. Se una tradizione non ha un unico fondatore, ciò non significa che sia irrilevante; molte religioni si sono evolute attraverso un processo multigenerazionale e la trasmissione familiare e locale. Inoltre, i numeri nella tabella delle date servono solo a scopo di ordinamento e non pretendono di stabilire in modo definitivo una data controversa.

Per completare lo studio, si possono consultare simultaneamente scritti intrareligiosi, ricerche accademiche e storia sociale, valutando le differenze nello scopo di ciascuna fonte. I titoli relativi al testo e alla memoria di questa comunità presenti nella documentazione attuale sono: tradizione orale, odi di Ifa e regole rituali domestiche; non esiste un'unica versione stampata. A ciò si aggiungono narrazioni orali, opere storiche e le prospettive di diversi gruppi. Nessun riassunto generale può coprire tutte le esperienze individuali; questa pagina rappresenta un punto di partenza per la comprensione, non un sostituto di fonti specializzate o delle parole stesse dei fedeli.