Comprendere l'Islam ibadita (الإباضية) richiede l'esame di una tradizione religiosa con una storia e un'esperienza sociale uniche. Una tradizione indipendente all'interno dell'Islam con una storia significativa nelle società dell'Oman e del Nord Africa; gli ibadi si considerano un ramo distinto dalle comuni classificazioni sunnite e sciite. Origine geografica e data di inizio: un ramo formatosi nei primi secoli dell'Islam, tra il VII e l'VIII secolo d.C. Ubicazione: Asia e Africa, Oman e Nord Africa; Mecca e Medina; origini antiche. Jabir ibn Zayd è noto come uno dei primi studiosi; la formazione storica non è riconducibile a un singolo individuo.

Credenze e teologia. Il Corano, la tradizione e il patrimonio giuridico ibadita sono alla base della pratica religiosa; le sue narrazioni storiche e teologiche presentano caratteristiche proprie. Per quanto riguarda Dio o la realtà sacra, Allah, l'unico Dio, la dottrina del monoteismo è fondamentale. Questa descrizione è un'introduzione generale; scuole e comunità possono avere formulazioni diverse.

Figure sacre e rituali. Figure importanti nelle narrazioni di questa tradizione includono: Maometto, i primi studiosi e Jabir ibn Zayd nella tradizione accademica ibadita. Pratiche e rituali comuni: culto islamico e giurisprudenza ibadita; alcuni dettagli rituali e legali differiscono da quelli di altre scuole. Luoghi di culto o di ritrovo: moschea, sala di preghiera e, in alcune tradizioni, santuario.

Testi, etica e occasioni. Fonti e leggi importanti: Corano, Sunnah e giurisprudenza; il metodo di interpretazione e le sentenze variano a seconda delle scuole. Occasioni e giorni religiosi: venerdì, Ramadan, Eid al-Fitr e Eid al-Adha; altre occasioni variano a seconda delle sette. Leader o istituzioni religiose: studiosi locali e istituzioni religiose; in Oman si sono formate specifiche strutture storiche.

Ampiezza e diversità interna. La tradizione ha seguaci e comunità in Medio Oriente, Africa, Asia centrale, Asia meridionale e sudorientale, nonché comunità globali. Le sue lingue religiose o testuali includono l'arabo nel Corano e nelle liturgie; il persiano, l'urdu, il turco, il malese e le lingue locali. La diversità storica, locale e intrareligiosa non dovrebbe essere ridotta a un'unica narrazione.

Questa voce è intesa come introduzione storica e comparativa. Per quanto riguarda i rami, le date controverse e l'autodenominazione delle comunità, occorre tenere conto delle opinioni dei seguaci stessi e delle fonti specializzate della stessa tradizione. Tipo di titolo di questa voce: Religione / Ramo.

Il nome di questa tradizione può assumere diverse forme in lingue e periodi differenti. Il nome locale riportato in questo documento è "Ibadiyyah" e il suo titolo persiano è "Islam Ibadi". L'uso di questi nomi all'interno della comunità non è sempre lo stesso, e talvolta il nome esterno, il nome accademico o il nome scelto dai seguaci differiscono. Per questo motivo, il titolo di questa pagina funge da guida per la ricerca e l'identificazione e non definisce da solo i confini dell'identità di tutti i seguaci.

Per comprendere il periodo di origine, è necessario distinguere tra narrazione religiosa, storia istituzionale e datazione accademica. In questo documento, l'intervallo storico o la spiegazione sono riportati come segue: Un ramo si è formato nei primi secoli islamici, tra il VII e l'VIII secolo d.C. L'anno indicato nella cronologia è solo un'indicazione approssimativa per l'ordinamento e, se le fonti differiscono, il testo descrittivo precede il numero. La formazione di molte tradizioni è stata graduale; pertanto, un singolo giorno, una singola città o un singolo individuo non possono sempre essere considerati l'inizio definitivo di tutte.

In questa tradizione, la trasmissione della conoscenza religiosa avviene tramite testi, insegnamento, memoria orale o una combinazione di questi. Le fonti e le norme citate in questa voce sono: il Corano, la Sunnah e la giurisprudenza; il metodo di interpretazione e di formulazione delle sentenze varia a seconda delle scuole. Le lingue utilizzate per lo studio e il rituale sono l'arabo nel Corano e nelle preghiere, il persiano, l'urdu, il turco, il malese e le lingue locali. Le versioni, le traduzioni e i commentari dei testi possono differire a seconda dei periodi e delle comunità; di conseguenza, il solo nome di un libro o di una lingua non implica che tutti i fedeli ne condividano la stessa interpretazione o lo stesso metodo di studio.

Nella vita quotidiana, gli insegnamenti si riflettono nella preghiera, nella famiglia, nell'educazione, nelle relazioni sociali e nelle decisioni morali. Le forme riconosciute di pratica religiosa in questo caso sono: il culto islamico e la giurisprudenza ibadita; alcuni dettagli rituali e legali differiscono da quelli di altre scuole. Alcune di queste pratiche sono pubbliche, altre vengono eseguite solo in determinate circostanze, momenti o congregazioni. Anche il livello di partecipazione dei fedeli varia: una persona può eseguire i rituali regolarmente, mentre un'altra può essere più identificata con il patrimonio culturale o congregazionale della stessa tradizione.

I luoghi di culto e di aggregazione rappresentano la memoria storica e il legame locale di ogni comunità. In questa tradizione, i luoghi riconosciuti o gli spazi rituali includono moschee, sale di preghiera e, in alcune tradizioni, santuari. Non tutti questi spazi sono necessariamente edifici formali come templi o chiese; anche le case, gli spazi aperti, i santuari locali e i siti naturali possono svolgere un ruolo importante. L'importanza e l'accessibilità di ciascun luogo dipendono dalla narrazione locale e dalle regole di quella comunità, e un singolo esempio non dovrebbe essere generalizzato a tutte le aree.

Il calendario religioso spesso collega storia, natura e vita comunitaria. Le ricorrenze registrate per questa tradizione includono il venerdì, il Ramadan, l'Eid al-Fitr e l'Eid al-Adha; altre ricorrenze variano a seconda della religione. I tempi e le modalità di osservanza possono variare in base al calendario lunare o solare, alla regione geografica, alla branca religiosa e alla tradizione familiare. Alcuni giorni sono associati al culto o al digiuno, mentre altri sono occasioni di incontro, commemorazione o servizio alla comunità; il significato di ogni ricorrenza deve essere interpretato nel contesto della tradizione e della società di riferimento.

Anche la struttura della leadership religiosa e del processo decisionale è parte integrante dell'identità di una tradizione. In questo caso, i ruoli riconosciuti sono descritti come segue: studiosi e istituzioni religiose locali; in Oman, si sono formate specifiche strutture storiche. L'autorità può essere distribuita tra leader locali, insegnanti, organi elettivi, famiglie religiose o testi autorevoli. In molte religioni non esiste un'unica organizzazione centrale e diversi centri autorevoli operano simultaneamente; pertanto, il titolo di autorità o istituzione non significa necessariamente che essa rappresenti tutti i fedeli a livello mondiale.

La portata geografica di una religione è cambiata sia storicamente che ai giorni nostri. Comunità associate all'Islam ibadita vivono in Medio Oriente, Africa, Asia centrale, Asia meridionale e sudorientale e in tutto il mondo, e l'arabo è usato nel Corano e nel culto; il persiano, l'urdu, il turco, il malese e le lingue locali sono usati nei testi, negli insegnamenti o nella conversazione quotidiana di alcune di queste comunità. Migrazioni, commercio, istruzione, mutevoli confini politici e contatti intergenerazionali hanno influenzato le forme locali di pratica religiosa. Di conseguenza, l'esperienza di un fedele in un paese può differire notevolmente da quella dei fedeli della stessa tradizione in un'altra regione.

La classificazione di questa voce è "Religione / Ramo" e viene utilizzata a scopo di catalogazione. Questa etichetta non costituisce un giudizio sull'autenticità, il valore o la superiorità di alcun gruppo. I confini tra religione, denominazione, movimento e tradizione culturale non sono sempre netti nella ricerca e nell'autoidentificazione di una comunità, soprattutto in tradizioni che presentano molteplici rami o sono intrecciate con tradizioni vicine. I campi di questa pagina forniscono informazioni di base ricercabili e non intendono sostituire le narrazioni locali o le conversazioni con i fedeli.

Nell'esaminare le credenze di ciascuna comunità, occorre considerare anche la differenza tra il testo ufficiale e la pratica effettiva delle persone. Il Corano, la tradizione e il patrimonio giuridico ibadita costituiscono la base della pratica religiosa; le sue narrazioni storiche e teologiche presentano caratteristiche proprie. Questa affermazione è una sintesi introduttiva; i membri di una famiglia, di una generazione o di una comunità possono differire nell'interpretazione, nel grado di adesione o nella priorità dei valori. Tali differenze sono un fenomeno normale nella storia delle religioni e non devono essere interpretate come semplici contraddizioni o mancanza di identità comune. Per una comprensione più accurata, ogni affermazione deve essere valutata alla luce della storia, della lingua e del contesto sociale di quella comunità.

Questa introduzione distingue volutamente tra informazioni relativamente ben documentate e argomenti con narrazioni diverse. Le sezioni sul fondatore o sulla figura centrale affermano: Jabir ibn Zayd è uno dei primi studiosi conosciuti; la formazione storica non è riducibile a un singolo individuo. Se una tradizione non ha un unico fondatore, ciò non significa che sia irrilevante; molte religioni sono emerse da uno sviluppo multigenerazionale e da una trasmissione familiare e locale. Inoltre, i numeri nella tabella storica hanno scopo di ordinamento e non pretendono di provare in modo definitivo una data controversa.

Per completare lo studio, si può fare riferimento simultaneamente a scritti intrareligiosi, ricerche accademiche e storia sociale, valutando la differenza nello scopo di ciascuna fonte. I titoli relativi al testo e alla memoria di questa comunità nella documentazione attuale sono: Corano, Sunnah e giurisprudenza; il metodo di inferenza e le sentenze differiscono a seconda delle scuole. Oltre a ciò, è necessario considerare anche la narrazione orale, le opere storiche e le prospettive dei diversi gruppi. Nessun riassunto generale può coprire tutte le esperienze individuali; questa pagina è un punto di partenza per la comprensione, non un sostituto di fonti specializzate o delle parole dei seguaci stessi.